FAD ASINCRONA \" Update Fibrillazione atriale e ipercolesterolemia\"

11-12-2021

 

Razionale

 

Il Congresso ESC 2021 ha definitivamente evidenziato che in Europa i livelli di C-LDL rimangono superiori agli obiettivi raccomandati nei pazienti a rischio di eventi cardiovascolari, mentre le terapie di associazione disponibili sono straordinariamente sottoutilizzate.

Con la progressiva crescita delle evidenze scientifiche che in maniera univoca mostrano un rapporto causale tra i livelli di colesterolo legato alle lipoproteine a bassa densità e gli eventi cardiovascolari, quali l’infarto del miocardio e l’ictus, il C-LDL è diventato un obiettivo terapeutico cruciale nell’ambito della gestione delle malattie cardiovascolari. Coerentemente con il concetto “The lower the better”, cioè maggiore è la riduzione assoluta del C-LDL maggiore è il beneficio in termini di riduzione del rischio cardiovascolare.

Nonostante le forti raccomandazioni delle linee guida internazionali e l’armamentario farmacologico attualmente disponibile, diversi studi osservazionali hanno mostrato un significativo divario tra i valori di C-LDL raggiunti nella pratica clinica e gli obiettivi raccomandati. E’ stato osservato che solo il 54% della popolazione in trattamento con farmaci ipolipemizzanti raggiunge i valori target di C-LDL stabiliti dalle linee guida ESC 2016 (LDL<70 mg/dL), che erano le linee guida in vigore al momento della conduzione dello studio; naturale attendersi una percentuale ancora più bassa riferendosi al target C-LDL proposto dall’ESC nel 2019 (<55 mg/dL). Inoltre, la percentuale di pazienti che raggiungevano i target era più alta tra i pazienti a più basso rischio cardiovascolare che tra quelli a più alto rischio. Inevitabile conseguenza di questa situazione clinico-epidemiologica è che nei pazienti ad alto rischio cardiovascolare si riscontra ancora un inaccettabile numero di decessi entro i dodici mesi dal primo evento.

Inoltre, lo scenario di medio-lungo termine, vede la categoria terapeutica degli ipolipemizzanti arricchirsi di ancor più molecole e schemi di trattamento; ne consegue che risulta sempre più strategico individuare, finanche  all’interno della stessa categoria terapeutica, diversi razionali d’intervento a seconda del quesito terapeutico posto dalla condizione del paziente.

La fibrillazione atriale (FA) è l’aritmia più comunemente riscontrata nella pratica clinica quotidiana ed ha una prevalenza che cresce progressivamente con l’età. La presenza di questa aritmia costituisce un importante fattore di rischio per gli eventi tromboembolici, in particolare per lo stroke che, nei pazienti affetti da FA ha una frequenza che è circa 5 volte più elevata. Inoltre, il rischio di stroke nei pazienti con FA è più elevato nel paziente anziano con il risultato che, non solo i pazienti anziani hanno maggior probabilità di avere FA ma hanno anche, in presenza di quest’ultima, maggior probabilità di andare incontro ad uno stroke dei pazienti giovani.

Primario intento di entrambe le sessioni è quello di munire i discenti di un aggiornato background formativo in questi ambiti.

 

Città Napoli
Regione Campania
Location Evento www.ecmnetwork-fad.it
Indirizzo Via Giovanni Porzio,4-Centro Direzionale Isola E3
Durata Evento 20
Numero partecipanti da 51 a 100
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